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La patata tiepida

Vabbe', sara' una goccia nel mare, non servira' a niente, ma io alla Binetti le ho scritto, per significarle tutti i sensi del mio disgusto per la sua assurda scelta. Qui sotto il testo della mail che le ho inviato.

Invito tutti a mandare un messaggio di disapprovazione a paolabinetti@paolabinetti.it.

Forse, se di mail comincia a riceverne tante, la "coscienza" alla quale dice di essersi appellata comincera' a suggerirle idee piu' sensate.

Se lo fate, evitate gli insulti: lo so che la tentazione e' forte, ma non gioverebbe alla Causa.

Gentile Signora Binetti,

sono uno dei milioni di italiani che sono rimasti sconcertati dinanzi alle Sue scelte di voto in merito all'emendamento al pacchetto sicurezza, che mira a introdurre nel nostro Paese norme contro la discriminazione a causa di orientamento sessuale e identità di genere.

Orientamento sessuale e identità di genere in merito alle quali, puntualizzo subito, Lei e' libera di avere le opinioni che crede: e' libera di pensare che gli omosessuali e i transessuali siano dei "degenerati", e io come cittadino di questa Repubblica difendo la Sua libertà di avere questa opinione.

Ma un conto sono le opinioni, Signora Binetti, e un conto sono le discriminazioni: qui si tratta di impedire che simili opinioni si trasformino in atti di aggressione contro cittadini che, le piaccia o no, hanno gli stessi diritti di tutti gli altri, in primis il diritto alla vita, all'integrità' fisica e alla dignità.

Un'azione che non e' superflua in un Paese dove, solo pochi mesi fa, a Torino un adolescente e' stato indotto al suicidio dal mobbing dei compagni di classe, perché gay, nella totale indifferenza del mondo degli insegnanti e degli adulti in generale; dove, solo tre settimane fa, un ragazzo e' stato aggredito e picchiato nel centro di Bari perché gay, sempre nell'indifferenza dei passanti; dove pochi giorni dopo, a Finale Ligure, tre studenti hanno disegnato una svastica con la parola "gay" sul petto di un compagno.

Leggo sulla stampa (Corriere della Sera) che lei si e' appellata alla Sua coscienza prima di decidere il Suo voto. Io mi chiedo che razza di "coscienza" sia la Sua, che le ha consentito di far passare il messaggio che e' lecito discriminare e aggredire dei cittadini della Repubblica solo perche' diversi, poiché questo E' il messaggio che lei ha implicitamente trasmesso con la Sua presa di posizione.

Se non e' una diretta incitazione alla violenza, e' quantomeno un atteggiamento farisaico il Suo, Signora Binetti, e uso di proposito questo aggettivo visto che la matrice alla quale lei si rifà per giustificare una tale scelta e' la matrice cristiana. Quando Gesu' e' stato sulla terra, signora Binetti, frequentava le prostitute e i pubblicani e ora come allora e' dalla parte dei perseguitati e non dei farisei che siedono sugli scranni. Mi piacerebbe che mi spiegasse che cosa c'e' di "cristiano" in una presa di posizione che implicitamente giustifica la violenza gratuita contro una minoranza che non aggredisce nessuno, non attacca nessuno e non minaccia niente, e chiede solo di vivere con dignità.

Un atto che, già odioso di per sé, Lei ha oltretutto condito con dichiarazioni da Bar Sport inaccettabili in generale, e ancor più per chi vanta (e' il caso di usare questo termine) un curriculum come il suo, forte di oltre 200 articoli scientifici pubblicati, dichiarazioni come quelle che ha rilasciato a La Repubblica di sabato 8 dicembre, sostenendo che di questo passo i gay chiederanno delle quote come "terzo sesso": ma quale terzo sesso?? uomini e donne gay sono UOMINI e sono DONNE con un orientamento sessuale differente e non sono in niente altro diversi dai loro colleghi di genere eterosessuali, cosa che lei come specialista in psicologia clinica dovrebbe ben sapere.

Il suo, gentile Signora Binetti, e' stato un gesto contrario non solo alla "pietas" cristiana, ma anche al più elementare senso di umanità. E credo sarebbe inutile ricordarle che la norma alla quale Lei si e' opposta non fa che attuare una Carta europea che l'Italia ha formalmente già recepito, la Carta di Amsterdam.

Vorrei però ricordarle un'altra norma che per Lei, in quanto rappresentante eletta (grazie alle liste bloccate...) del popolo italiano dovrebbe essere sacra quanto le Sue convinzioni religiose, la Costituzione della Repubblica Italiana, che all'articolo 3 recita:

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di CONDIZIONI PERSONALI e sociali".

Lei e' libera di avere le opinioni che vuole, signora Binetti, le opinioni sono Sue ma lo Stato e' di tutti i cittadini: cattolici, cristiani non cattolici, islamici, buddisti atei e quant'altro. E' dei cittadini omosessuali come di quelli eterosessuali.

Lo Stato laico, specie oggi, non e' un'opzione ma una necessità. Lo Stato o e' laico o non e', Signora Binetti, e lo Stato laico deve difendere tutti i suoi cittadini allo stesso modo. E qualora si verifichino situazioni che nei fatti ostacolano le pari opportunità, lo stato deve ristabilire l'uguaglianza di fatto negata con norme attive, come in questo caso.

Per fortuna, in questo paese, lo "stato etico" e gli "uomini della provvidenza" li abbiamo archiviati il 25 luglio 1943.

Spero vivamente che la riforma elettorale impedisca che le consorterie partitico-confessionali che l'hanno spedita in Senato possano continuare a inviare in Parlamento personaggi come Lei, e che Lei ritorni al più presto nell'anonimato nel quale e' meritatamente stata finora.


Distinti saluti
Korben de Korben

E adesso voglio proprio vedere se mi risponde.

Pubblicato il 10/12/2007 alle 10.12 nella rubrica Diario.

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